La rete delle 4 Valli

Trekking

La "Rete delle Quattro Valli" è un progetto di sentieristica che il Comune di Montelupo sta portando avanti in collaborazione con il CAI sez. di Scandicci.

Nato inizialmente da un’idea del Circolo il Progresso che ha saputo vedere le potenzialità escursionistiche che offre il nostro territorio, questo itinerario deve il suo nome alle principali valli che attraversa: il primo sottopoggio del Valdarno inferiore, la val di Turbone, la valle del Virginio e la Val di Pesa.

Attualmente, è stato completato il  primo anello (476) che da Sammontana sale a Botinaccio, per poi riscendere verso l’Arno.

Questo primo tragitto, percorribile anche con moutain bike e lungo circa 9,5 km, con un dislivello complessivo di 240 metri, ci conduce alla scoperta di una zona ricca di storia e suggestioni.

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IN AGGIORNAMENTO…

ANELLO SENTIERO N. 476 
Valdarno, Sammontana, Tomba di Berto, Val di Botte, Botinaccio
Lunghezza: 9,4 km
Dislivello: 240 metri
Percorribilità: a piedi e in mountain bike – segnaletica biderizonale
Indicazioni: partenza dal nucleo storico di Sammontana, percorrendo l’anello in senso antiorario.
TRACCIA GPX

ANELLO SENTIERO N. 477 
Turbone, Virginio, S.Donato a Livizzano, Pulica, la Villa, Pesa
Lunghezza: 15,00 km
Dislivello: 310 metri
Percorribilità: a piedi e in mountain bike – segnaletica bidirezionale
Indicazioni: si consiglia il percorso in senso antiorario partendo dall’abitato di Turbone. In mountain bike, richiede particolare attenzione nella salita dal Turbone a Poggio Pancoli. – Attenzione: non percorribile il guado se il torrente Turbone è in piena.
TRACCIA GPX

Raccordo n. 476A 
Lunghezza: 1,4 Km
Percorribilità: a piedi e per esperti di mountain bike o /ciclisti di MBT con esperienza
Indicazioni: Dal Maneggio Bobolino al torrente Turbone.
TRACCIA GPX

Raccordo n. 476B 
Lunghezza: 1,8 Km
Percorribilità: a piedi e per esperti di mountain bike o /ciclisti di MBT con esperienza
Indicazioni: Da Botinaccio al Torrente Turbone. Percorribile in mountain bike con attenzione nel bosco sopra il torrente Turbone, per fondo del sentiero con profondi solchi.
TRACCIA GPX

Variante n. 477A 
Lunghezza:1,2 Km
Percorribilità: a piedi e per esperti di mountain bike o /ciclisti di MBT con esperienza
Indicazioni: Scorciatoia dal Torrente Turbone a San Donato in Livizzano – Attenzione: non percorribile il guado se il torrente Turbone è in piena.
TRACCIA GPX

Variante n. 477B 
Lunghezza:1 Km
Percorribilità: facile a piedi e in mountain bike
Indicazioni: Scorciatoia fra pressi Poggio Pancoli e Poggio Capponi
TRACCIA GPX

Raccordo n. 477C 
Lunghezza: 1,4 Km
Percorribilità: a piedi e per esperti di mountain bike o /ciclisti di MBT con esperienza
Indicazioni: Dal torrente Turbone al Convento di Botinaccio (innesto nell’anello 470 di Montespertoli). Fare attenzione in MTB nel bosco sopra il torrente Turbone, per fondo del sentiero con profondi solchi.
TRACCIA GPX

Raccordo n. 477D
Lunghezza: 2,7 Km
Percorribilità: facile a piedi e in mountain bike
Indicazioni: Da Montelupo paese a Turbone paese lungo l’ argine della Pesa e tratti sulla pista ciclabile.
TRACCIA GPX

Tra storia e natura

L’itinerario deve il suo nome alle principali valli che attraversa: il primo sottopoggio del Valdarno inferiore, la val di Turbone, la valle del Virginio e la Val di Pesa. Esso Ambienti planiziali, lacustri e selvaggi si alternano a boschi, vile, chiese, conventi, castelli tra campagne fertili e curate.

Il percorso è formato da due anelli collegati da due raccordi con quattro possibilità di varianti, e sono connesi ai sentieri nei Comuni di Montespertoli (470) e Lastra a Signa offrendo all’escursionista infinite possibilità di pianificazione della propria attività outdoor, rispondendo a ogni tipo di esigenza e livello di preparazione fisica.

Di seguito la descrizione completa dei due anelli con le relative varianti. Oltre alla mappa consultabile con i tracciati da visionare.


476 Valdarno, Sammontana, Tomba di Berto, Val di Botte, Botinaccio

Il primo anello è il sentiero CAI n. 476 si snoda partendo dal nucleo storico di Sammontana posto sulla via Maremmana e giunge sino al crinale di Botinaccio, regalando un primo affaccio sulla Val di Turbone.
Il sentiero tocca i confini con Empoli e Montespertoli.

Percorrendo l’anello in senso antiorario ci accoglie la Chiesa di Santa Maria a Sammontana, la Villa di Salingrosso, edificata dalla famiglia Martelli di Firenze e, visibile dalla strada, l’imponente Fattoria di Sammonana dei conti Dzieduszycki dove in una cantina ipogea vengono prodotti olio e vino e dove troviamo anche il Lago artificiale di Sammontana. Vicino si nota una bella Fornace di laterizi, storica struttura oggi destinata ad eventi e dove vengono officiati matrimoni civili.

Procedendo, si percorre la riva destra del rio Tomba di Berto, che prende nome dal personaggio leggendario morto fuggendo dall’oltraggioso “ballo degli ignudi” organizzato dalla famiglia Frescobaldi nella villa di Montecastello posta sul crinale in mezzo a una cipresseta. La leggenda narra che il crocefisso collocato nella sala d’onore della villa piegò il capo pur di non vedere le oscenità dei convenuti e la nobile famiglia, proprio di lì nativa, per espiare i propri peccati, dovette costruire 40 cappelle votive in val di Turbone, ancor oggi ricordate dal toponimo via di Quarantola (I luoghi di questa leggenda sono tutti all’interno di questa rete sentieristica).

Proseguendo nell’itinerario, si incontra un deposito dell’acquedotto in cui venivano raccolte le acque delle sorgenti di Sammontana a loro volta convogliate fino alla fontana dei leoni in piazza Farinata degli Uberti a Empoli. Lungo il sentiero si lambisce poi l’Atelier Spazio x Tempo dell’artista contemporaneo Marco Bagnoli innovativo progetto dall’architetto Toti Semerano.

Aggirando la Fattoria di Enfraine originariamente appartenente alla famiglia Gatteschi, si può osservare il loro curioso blasone addobbato coi felini posto sulla facciata di uno degli immobili visibile dalla via.

A seguire, ci si inoltra in val di Botte affiancando l’omonimo rio affluente dell’Orme e dove si possono osservare alcune vecchie briglie in laterizio. Qui il Consorzio di Bonifica 3 medio Valdarno ha recentemente effettuato un innovativo intervento di dam removal. Il piccolo corso d’acqua, infatti, nonostante le secche estive, conserva alcuni spot di biodiversità acquatica interessanti e in passato era oggetto di risalita di pesci dal fiume Arno.

Risalendo tra i vigneti verso il borgo di Montaioncino, si arriva su via della quercia, si passa il confine di Montespertoli, dove la strada cambia nome in via delle rose. Continuando a percorrerla, si arriva fino a alla villa di Montecastello, culla della famiglia Frescobaldi, dove si incontra il nucleo abitativo di Botinaccio (o Bottinaccio, dal nome delle opere idrauliche in laterizio tese a mitigare la forza dell’acqua) con la Chiesetta di Sant’Andrea.

Si prosegue poi sul crinale fino all’imbocco della via di Quarantola, alla sella del Podere San Pierino, fino al maneggio Scuderia il Bobolino, da dove si inizia a discendere, godendo di un panorama fantastico sulla valle dell’Arno, attraverso la via del Colle fino al nucleo abitato di Sammontana.


477 Turbone, Virginio, S.Donato a Livizzano, Pulica, la Villa, Pesa

Il secondo anello corrisponde al sentiero CAI n. 477 e si snoda per circa 15Km partendo dall’abitato di Turbone, risalendo l’omonimo torrente, scalando il crinale di Pulica, scendendo sul Virginio, ricongiungendosi poi con la pista di servizio lungo il torrente Pesa, muovendosi a valle fino a ritrovare Turbone. Il sentiero si snoda la confine con Montespertoli.

Si lascia il borgo di Turbone, animato da due ottimi ristoranti e un circolo ricreativo, prendendo la pista di servizio lungo il giovane e agitato torrente dal nome onomatopeico, epassando sotto l’alto viadotto della strada di grande comunicazione FIPILI si entra nel vivo del sentiero.

Sfiorato un grande deposito di legname e il maneggio Turbone Ranch si prosegue sulla pista di servizio quasi pianeggiante in direzione Montespertoli, arrivando a vedere il piccolo borgo incantato del Corvo dall’altra parte del torrente. Si prosegue oltre fino a giungere a un guado del torrente (attenzione, in caso di piena non sarà possibile proseguire) e si risale rapidamente verso il crinale a sud della val di Turbone per poi altrettanto rapidamente discendere verso Anselmo sul torrente Virginio.

Rimanendo nella valle del più lungo affluente della Pesa si risale verso la Fattoria di Poggio Capponi e San Donato a Livizzano. Il Santuario rappresenta un luogo di fede molto popolare e una vera e propria galleria d’arte all’aperto la cui crescita è dovuta principalmente all’opera di Don Mario Boretti. Con una piccola deviazione si può ammirare il cipresso con inglobate due falci incrociate con la targa in ceramica che ricorda il luogo dell’uccisione di Luisa Targetti alla fine di luglio del 1944 per una scheggia di granata, una giovane madre che con la figlia neonata correva verso un rifugio. Percorrendo lo stretto abitato de la Villa che accoglie due rinomati ristoranti si discende verso la Pesa utilizzando una percorrenza storica oramai abbandonata.

E’ qui che il sentiero attraversa le colline dove furono girate le scene nel grano del film del 1982 “la Notte di San Lorenzo” dei fratelli Taviani ambientato durante il passaggio del fronte della seconda guerra mondiale nel 1944. Altre scene furono filmate proprio sul torrente Pesa. Passato l’abitato delle Masse si raggiungono gli scavi della Villa romana del Vergigno del I secolo a.C., straordinario esempio di residenza “rustica” dell’epoca repubblicana, nel mezzo del parco archeologico naturalistico.

Da qui si discende sulla pista di servizio del torrente Pesa attraversando il rio Ricavolo di grande rilievo naturalistico e, dopo il ponte delle Topole della FIPILI, toccando le aree di laminazione di Bramasole, atte a mitigare le impetuose non rare piene del torrente fino a raggiungere nuovamente l’abitato di Turbone.

Prima del ponte della volontà sul torrente Turbone nell’immediato dopoguerra fondato sulle travi del ponte bailey costruito sulla Pesa dai militari alleati in centro a Montelupo e poi dismesso, attraverso una passerella pedonale da cui si piò scorgere la bellissima Pieve dei SS Ippolito e Cassiano dell’anno 1000, è possibile collegarsi al sentiero 744 di Lastra a Signa per Malmantile.



Le varianti del sentiero 477

  • 477A – collega la pista di servizio sul torrente Turbone, attraverso un guado del torrente (attenzione, in caso di piena non sarà possibile proseguire), a San Donato a Livizzano passando per il Tabernacolo della Madonna di Lourdes al Gregorio del 1958;
  • 477B – scorciatoia che dai pressi di Poggio Pancoli in val di Turbone arriva alla Fattoria di Poggio Capponi;
  • 477C – dalla pista di servizio sul torrente Turbone al Convento di Botinaccio dove si collega al sentiero 470;
  • 477D – dall’abitato di Turbone porta percorrendo gli argini della omonima cassa di espansione al centro di Montelupo Fiorentino e alla stazione ferroviaria per Firenze, Pisa, Livorno, Siena, ricongiungendosi per mezzo della Ciclopista dell’Arno al percorso della via Medicea da Prato a Fucecchio attraverso il Montalbano.

 

Gli anelli 476 e 477 sono collegati tra loro da due raccordi denominati:

  • 476A collega la scuderia del Bobolino sul 476 verso la pista di servizio sul torrente Turbone sul 477;
  • 476B collega Botinaccio sul 476 alla pista di servizio sul torrente Turbone sul 477.